mercoledì 8 luglio 2009

Alcune considerazioni sugli strumenti per la costruzione di un piano finanziario

Più volte abbiamo richiamato l'attenzione sull'importanza anche per una piccola e microimpresa dell'attività di pianificazione finanziaria.
Riguardo alle logiche e agli strumenti per la costruzione di un piano finanziario (strutturato ad esempio su 3-5 anni) può essere interessante puntualizzare alcune considerazioni.
1.         Lo strumento di riferimento, il cosiddetto prospetto Fonti e Impieghi previsionale, si costruisce attraverso i seguenti passi logici concatenati:
·         conoscenza (o ipotesi) dello stato patrimoniale di inizio periodo;
·         previsione di conto economico (per gli anni oggetto di previsione);
·         variazione ipotesi condizioni di incasso/pagamento;
·         ipotesi movimenti finanziari cash (investimenti, disinvestimenti, liquidazioni, ecc.);
·         costruzione dello stato patrimoniale e del fonti e impieghi di ciascun fine periodo (previsionale).
I dati gestiti sono determinati secondo criteri e convenzioni di tipo contabile (al contrario del preventivo di tesoreria).
Le poste previsionali sono di regola stimate per aggregati (p.es. variazione Fornitori), senza necessità (né utilità pratica) di analisi e dettagli, opportuni invece in ambito Tesoreria (p.es. pagamento Stipendi, Oneri sociali, Imposte, Fornitori Italia, Affitti, Leasing, ecc).
Il ciclo di previsione ex novo è di tipo iterativo, causa la interdipendenza dell'evoluzione finanziaria con l'evoluzione economica (allorché varia la componente economica si hanno riflessi su quella finanziaria e viceversa, come ad esempio nel caso degli oneri/proventi finanziari che influenzano l'utile d'esercizio. Quest'ultimo influenza l'autofinanziamento che a sua volta influisce  l'indebitamento e, di conseguenza, gli oneri/proventi finanziari).
Si presenta diverso, invece, il caso di previsione dei flussi monetari in ambito Tesoreria che vengono determinati in relazione alla loro ipotizzata (o reale) manifestazione prescindendo dal loro impatto economico e patrimoniale.
Queste differenze di fondo portano spesso a sovrapporre e confondere i due temi (Previsione di tesoreria e pianificazione finanziaria) che hanno, come già rilevato, obiettivi, logiche, strumenti di rappresentazione diversi e specifici e pertanto possiedono in ambito aziendale autonomia ed utilità propri. I punti critici che talvolta si rischia di generare si possono così sintetizzare:
  • inesatta comprensione delle diverse finalità perseguite con la previsione di tesoreria e con il piano finanziario, con conseguente confusione circa i ruoli delle funzioni aziendali interessate, che normalmente sono diverse;
  • incoerenza tra le risultanze del preventivo e del piano riferite allo stesso periodo di tempo: deve essere possibile la riconciliazione, non la ricerca della concordanza delle cifre, concettualmente impossibile.
L'esecuzione, in ambito finanziario, di processi di tipo previsionale risponde all'esigenza di orientare decisioni future concernenti il breve e/o il medio/lungo termine. Con il presente lavoro si intende inquadrare le diverse modalità di affrontare il tema delle previsioni finanziarie evidenziando alcune caratteristiche peculiari, soffermando l'analisi sulla gestione a breve dei flussi di cassa.
Appare infatti critica, trattando i movimenti finanziari, la disponibilità immediata del dato che traducendosi in informazione orienta il tesoriere verso scelte più consapevoli ed più vantaggiose per l'azienda.
Tutto ciò deve essere correlato e reso coerente con il sistema contabile il quale, pur in presenza di un costante e tempestivo aggiornamento, risente comunque di regole di registrazione basate sull'assoluta certezza dei movimenti.
L'approccio contabile, soprattutto con riferimento alla gestione a brevissimo o addirittura immediata dei flussi monetari, può non essere sufficiente: è indispensabile quindi, stante l'assoluta necessità di correlazione e coerenza, introdurre delle regole organizzative che disciplinino, ma al contempo svincolino, la tesoreria dalla contabilità aziendale.
In funzione del tipo di previsione finanziaria in oggetto, di brevissimo (immediato), breve e medio-lungo termine, si impongono infatti delle alternative in termini di:
·         informazioni da gestire e relativo grado di dettaglio;
·         arco temporale oggetto della previsione (giorno, settimana, mese...);
·         frequenza e tempistiche di aggiornamento;
·         logiche e strumenti operativi di elaborazione delle previsioni;
·         modalità di rappresentazione delle informazioni;
·         funzioni aziendali coinvolte nel processo.
La gestione della tesoreria aziendale, sotto l'aspetto previsionale e consuntivo, persegue la finalità di gestire i flussi finanziari nell'immediato e nel breve termine, al fine di controllare ed ottimizzare l'utilizzo delle disponibilità liquide. L'attenzione è quindi rivolta soprattutto a conoscere il totale dei movimenti in entrata ed uscita di banca (e cassa).
L'arco temporale oggetto di osservazione è quindi limitato e diversificato per tipologia di «situazione»: da giorni/settimane a non oltre i quattro-sei mesi (fino all'anno in fase di budget).
Le informazioni gestite vengono rappresentate in sintesi, in un prospetto a cash-flow che evidenzia i movimenti in entrata/uscita e quindi i saldi progressivi di banca (e cassa). La forma scelta per l'aggregazione delle voci non è essenziale (e può variare a seconda dell'azienda) in quanto lo scopo principale è conoscere i movimenti ed il saldo globale di tesoreria.
In azienda, di pari passo, si sviluppa   (con finalità, strumenti, tempistiche e logiche diverse) il processo di pianificazione finanziaria. Questo persegue l'obiettivo di prevedere l'evoluzione del fabbisogno finanziario di medio-lungo termine, nelle sue diverse componenti, e di individuare le possibili coperture: e' pertanto uno strumento direzionale di primario interesse per il vertice aziendale.
L'arco temporale oggetto di osservazione è quello necessario ad un corretto iter di pianificazione, variabile secondo le diverse caratteristiche dell'azienda e dell'ambiente in cui opera.
In genere  risulta  ragionevole  prevedere  un  arco di osservazione di ventiquattro-trentasei mesi, con aggiornamento scorrevole, a frequenze più diluite rispetto quelle previste per il preventivo di tesoreria: ad esempio si può prevedere un arco di osservazione di quattro-sei semestri da aggiornare ogni tre-quattro mesi.
Le modalità di presentazione del piano finanziario avvengono attraverso il prospetto Fonti e Impieghi che evidenzia le variazioni di tutte le componenti patrimoniali, misurando quindi il contributo dei diversi aspetti della "gestione" alla dinamica finanziaria.
Inquadrate le differenze di impostazione, appare opportuno puntualizzare le logiche di trattamento delle diverse tipologie di situazioni di tesoreria.
Le forme assunte dalle «situazioni» di tesoreria
Le forme tipiche assunte dalle «situazioni», previsionali e consuntive, nell' ambito della tesoreria, può essere articolato nel seguente modo:
·         banca reale;
·         banca previsionale;
·         tesoreria previsionale;
·         budget di tesoreria.
La banca reale rappresenterà il saldo banche giornaliero aggiornato, per valuta ed in linea di capitali, in tempo reale attraverso informazioni contabili ed extracontabili.



martedì 30 giugno 2009

Seminario Confindustria Ragusa giugno 2009 - Materiale didattico

Vorrei ringraziare Confindustria Ragusa e gli imprenditori che hanno partecipato ai 2 seminari su contabilità e bilancio e sulla pianificazione economica e finanziaria, da me tenuti presso Confindustria Ragusa il 18 e il 25 giugno scorsi.
I partecipanti possono scaricare qui il materiale didattico relativo, nonché il mio software per il calcolo del punto di pareggio (sono necessari per entrambi user e password, che vi verranno forniti dalla tutor del seminario).



lunedì 15 giugno 2009

Impresa e gestione per obiettivi (3a ed ultima parte)

Il terzo è un obiettivo di carattere finanziario, cioè garantire che i fatti gestionali si sviluppino sotto controllo finanziario, cioè che si susseguano in modo da generare un flusso di entrate monetarie in opportuna connessione di tempo con le necessità di uscite monetarie che vengono via via a maturare.

L'obiettivo si realizza quando le entrate in denaro liquido provenienti da vendite in contanti, incassi di crediti, prestiti bancari o di terzi, conferimenti dei soci sono cronologicamente sufficienti a coprire le uscite di denaro liquido necessarie per pagare gli interessi passivi, le materie prime, le retribuzioni, e per restituire i ratei dei debiti in scadenza.

Per realizzare tale obiettivo sorgono i costi relativi a retribuzioni, oneri contributivi e TFR relativi al personale degli uffici amministrativi e finanziari, gli interessi passivi pagati sui debiti, le spese bancarie.

Tutte queste tematiche rappresentano gli aspetti concreti con cui si esplicita l'organizzazione ed hanno significativi punti di contatto con i due principali prospetti contabili che costituiscono il bilancio, e cioè il conto economico e lo stato patrimoniale, prospetti di cui parleremo in un prossimo post.




martedì 9 giugno 2009

Impresa e gestione per obiettivi (2a parte)

Il secondo obiettivo è di carattere economico: organizzare la struttura in modo che il processo produttivo si realizzi economicamente.

Per raggiungere il secondo obiettivo l'azienda dovrà dotarsi di una struttura che possa permetterle di vendere i suoi prodotti conseguendo ricavi superiori ai costi sostenuti per produrli, in modo da dar luogo alla formazione di utili.
Per realizzare tale obiettivo l'azienda deve porre in atto le tecniche necessarie a portare ad una minimizzazione dei costi e ad una massimizzazione dei ricavi.

Per minimizzare i costi l'azienda deve dotarsi di personale e di servizi in grado di razionalizzare il processo produttivo. Sorgono, pertanto, i costi relativi a retribuzioni, oneri contributivi e TFR relativi al personale direttivo, agli impiegati ed ai quadri che debbono guidare e coordinare l'attività del personale subalterno, retribuzioni, oneri contributivi e TFR relativi al personale addetto alla programmazione, agli acquisti, ai tempi e metodi di lavorazione, al controllo di qualità, consulenze mirate allo studio delle procedure di programmazione, alla individuazione e selezione delle fonti di rifornimento delle materie prime e dei servizi, allo studio delle procedure da attivare per una razionale gestione del magazzino, allo studio dei processi produttivi, all'analisi delle operazioni elementari, allo studio dei movimenti e dei tempi di lavorazione, alle procedure da seguire in sede di controllo della qualità, alla rilevazione calcolo e controllo dei costi.

Per massimizzare i ricavi, sorgono i costi relativi alla creazione di una struttura commerciale in grado di rilevare il maggior numero possibile di dati relativi al mercato, di interpretare tali dati, di tramutarli in ben definiti programmi, di passare all'azione, di individuare eventuali sfasature fra programmi e consuntivi, di porre in atto azioni correttive in grado di riportare la gestione sotto controllo, alle spese promozionali miranti a creare, sostenere ed incrementare la domanda di prodotti da parte del mercato (pubblicità, partecipazione a fiere, materiale pubblicitario), alle spese relative a royalties, brevetti, provvigioni, trasporti e depositi.

(continua...)




giovedì 4 giugno 2009

Impresa e gestione per obiettivi (1a parte)

Ogni impresa si pone obiettivi propri che la rendono diversa da ciascun’altra. E questo accade sia nel caso in cui gli obiettivi vengano formalmente esplicitati (ad esempio con l’elaborazione di un Business Plan o con l’implementazione di un sistema di Controllo di Gestione), sia nel caso in cui gli obiettivi restino sottintesi e, quindi, non incorporati in alcun documento aziendale.

Alcune imprese hanno come obiettivo quello di diventare leader del proprio settore a livello nazionale o mondiale ed aziende che preferiscono rimanere ad operare nell’ambito della provincia o del comune in cui sono insediate. Altre puntano sulla qualità ed altre sulla competitività dei prezzi. Altre considerano di primaria importanza l'innovazione tecnologica ed aziende che continuano, per sceltao per necessità ad operare con macchine obsolete.

E altrettanto diversi possono essere gli obiettivi delle varie imprese in ordine alla definizione del proprio mercato, alla scelta dei prodotti da offrire alla clientela, ai canali di distribuzione utilizzati per far pervenire i prodotti ai consumatori ed agli utilizzatori finali, alla dimensione della loro struttura commerciale, ai mezzi promozionali posti in atto per creare e incrementare la domanda di prodotti, alle tecniche di vendita adottate, ai servizi suppletivi resi ai clienti, all'utilizzazione delle risorse, ai rapporti col personale, all'attenzione posta ai problemi dell'inquinamento e della tutela dell'ambiente, ai rapporti con le autorità, con le comunità locali, con i rappresentanti sindacali.

Tutti questi obiettivi possono essere considerati, nella generalità dei casi, come strumentali a tre obiettivi fondamentali che sono comuni a tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione, dal settore in cui operano e dalla loro localizzazione.

Questi obiettivi sono:

  1. la creazione di una struttura che possa realizzare materialmente il processo produttivo;
  2. organizzare detta struttura in modo che il processo produttivo si realizzi economicamente;
  3. far sì che i fatti gestionali si sviluppino sotto controllo finanziario.
Sono poche le imprese in grado di conseguire tutti e tre gli obiettivi pienamente e continuativamente, ma disattenderne anche uno solo, per un lungo periodo, significa pregiudicare il futuro dell’azienda.

Il primo obiettivo consiste nel fatto che l’azienda dovrà dotarsi di una struttura tecnica adeguata a produrre. L'adeguatezza tecnica riguarda la scelta degli impianti, delle macchine, delle attrezzature necessarie per ottenere prodotti aventi i requisiti richiesti dal mercato, la definizione delle caratteristiche delle materie prime da utilizzare per ottenere prodotti aventi detti requisiti, la ricerca, la selezione e la formazione di personale avente il grado di specializzazione necessario per realizzare la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.

Per rispondere positivamente a queste necessità l'azienda deve darsi una struttura, per cui sorgono i costi relativi ad ammortamenti, manutenzioni, acquisti di materie prime, materie sussidiarie, di consumo, merci, pagamento di canoni relativi ad acqua, energia motrice, metano, retribuzioni, oneri contributivi e TFR relativi alla manodopera diretta ed indiretta.

(continua...)