giovedì 7 gennaio 2010

Imprese artigiane: bandi della Regione Sicilia per la concessione di agevolazioni.

La Regione Sicilia ha finalmente emanato e, soprattutto, pubblicato sul supplemento ordinario della GURS n.°61 del 31/12/2009 importanti misure che interessano le imprese artigiane.
Le misure promanano dall'Assessorato alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca e fanno riferimento all'art.7 dell L.R. 6 agosto n.°9 in attuazione del PO FESR Sicilia 2007-2013 obiettivo operativo 5.1.3 in favore, appunto, delle imprese artigiane.
Possiamo sintetizzare le misure come segue:

1) Bando per la concessione di agevolazioni con procedura a sportello (le domanda saranno vagliate in ordine cronologico): investimenti fino a € 50.000,00 (linea 5.1.3.1)
2) Bando per la concessione di agevolazioni con procedura a graduatoria: investimenti fino a € (linee 5.1.3.1 e 5.1.3.5)
3) Bando per la concessione di agevolazioni per imprese artigiane insediate in aree PIP (linee 5.1.2.1-5.1.2.2)
4) Bando per la selezione di progetti definiti "Piani di sviluppo di filiera" (linee 5.1.1.1-5.1.1.2-5.1.1.3)

1) Bando in favore di imprese artigiane con procedura a sportello (linea 5.1.3.1)
SCADENZA: 19/02/2010 (domande da presentarsi dal 20/01/2010)

Il bando prevede l'ammissione alle agevolazioni in ordine cronologico e solo se le giunte all'assessorato a mezzo corriere privato autorizzato dal 20/01/2010 al 19/02/2010.

I soggetti ammessi sono le aziende artigiane operanti in Sicilia e iscritte all'Albo delle Imprese Artigiane.
L'importo degli investimenti dovrà essere compreso tra € 5.000,00 e € 50.000,00 e dovrà riferirsi ad investimenti realizzati successivamente alla data di presentazione della domanda e supportati dal relativo ordine d'acquisto.
L'intervento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto nella misura massima della spesa ammessa del 50% per le micro e piccole imprese e del 40% per le medie imprese.
L'apporto minimo da parte del soggetto beneficiario deve essere di almeno il 50% dell'investimento.
Le spese ammissibili si riferiscono ad attrezzature e/o macchinari.
La concessione dell'agevolazione avverrà in un'unica soluzione, sulla base dell'ordine cronologico di presentazione dei documenti contabili e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

2) Bando in favore di imprese artigiane con procedura a graduatoria (linea 5.1.3.1 e 5.1.3.5)
SCADENZA: 31/03/2010

I beneficiari sono le imprese aventi sede operativa nel territorio della regione siciliana iscritte all'Albo delle Imprese e all'Albo provinciale degli artigiani (per le imprese già costituite). Sono ammesse anche le imprese da costituire ma che siano in possesso della partita iva.
Attenzione a verificare che l'attività della vostra azienda rientri tra quelle previste dal bando.
L'importo degli investimenti dovrà essere non superiore a € 2.000.000,00 e dovrà riferirsi ad investimenti realizzati successivamente alla data di presentazione della domanda e supportati dal relativo ordine d'acquisto.
L'intervento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto nella misura massima della spesa ammessa fino al 50% per le micro e piccole imprese e del 40% per le medie imprese esistenti. Per le micro e piccole imprese è altresì concedibile un contributo in conto esercizio (spese legali, amministrative, interessi passivi, spese d'affitto, utenze, ecc.). La concessione dell'agevolazione avverrà in 3 quote.

Le spese ammissibili si riferiscono alla realizzazione di un nuovo impianto, all'ampliamento o alla rilocalizzazione di impianti produttivi esistenti, la diversificazione di un impianto produttivo esistente o il cambiamento fondamentale di un processo produttivo.
ad attrezzature e/o macchinari.
L'ammissione avrà luogo sulla base di una graduatoria che terrà conto di diversi parametri, tra i quali la partecipazione a consorzi d'imprese, la presenza femminile nella compagine sociale, la localizzazione in aree artigianali pubbliche, interventi che comportino incrementi occupazionali, certificazioni ambientali, inserimenti in distretti produttivi, ecc.

3) Bando in favore di imprese artigiane insediate in aree PIP (linea 5.1.2.1 e 5.1.2.2)
SCADENZA: 01/03/2010

I soggetti beneficiari, oltre ai consorzi di PMI che hanno realizzato le aree PIP sono le PMI insediate in aree PIP, anche in forma di associazioni temporanea (ATS o ATI).
Sono ammessi investimenti immateriali di varia e amplissima natura, oltre a macchinari ed attrezzature, con esclusione di spese relativi a suoli e immobili.
L'importo delle agevolazioni può arrivare al 50% dell'investimento che non può superare l'importo di €1.500.000,00.
Anche in questo caso verificate l'ammissibilità della tipologa di attività di vostro interesse, sono presenti molte esclusioni.

4) Bando per la selezione di progetti definiti "Piani di sviluppo di filiera" (linee 5.1.1.1, 5.1.1.2 e 5.1.1.3)
SCADENZA: 30/04/2010

Possono accedere gruppi di PMI in associazione temporanea e consorzi d'imprese costituiti da imprese aderenti a distretti produttivi o filiere o specifici settori produttivi.

Vengono finanziate azioni di realizzazione di servizi comuni (ad es. promozione, marketing, ricerca, logistica), interventi di eco-innovazione dei processi produttivi o organizzativi e logistici.

Come sempre, non esitate a contattarmi ai numeri: 0932-681803 e 3483807381, per email: studiobattaglia@crescitapmi.it o su skype: paolobattaglia.skype


Paolo Battaglia

mercoledì 6 gennaio 2010

Bando Agriturismo Regione Sicilia

Il bando relativo alla misura 311 azione A (Agriturismo) è in scadenza.
In realtà le scadenze sono articolate perché si tratta di un "bando aperto", articolato in sottofasi:
La 1a sottofase scade il 10/02/2010.
La 2a sottofase andrà dal 12/04/2010 al 12/07/2010
La 3a sottofase dal 12/10/2010 al 12/01/2011
La 4a sottofase dal 12/03/2012 al 12/06/2012
I beneficiari sono gli imprenditori agricoli singoli o associati che abbiano la conduzione e gestione dei fondi dell'azienda agricola oggetto d'investimento.
Possono accedere al bando dell'azione A gli imprenditori agricoli, che hanno regolarmente costituito ed aggiornato il fascicolo aziendale presso un CAA convenzionato con AGEA.
Inoltre, i richiedenti devono risultare in possesso di nulla osta agrituristico in corso di validità o rinnovo, rilasciato dall'Ispettorato Provinciale Agricoltura di competenza, per le attività oggetto d'investimento.

L'azione A) Agriturismo, sarà realizzata nelle macro-aree C (Aree rurali intermedie) e D (Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo); nelle macro-aree B (Aree rurali ad intensiva specializzata), possono essere finanziati investimenti presentati da agriturismi già operanti e autorizzati dal Comune competente, al momento della presentazione della domanda. Inoltre, nelle macro-aree B, possono essere finanziati investimenti presentati da aziende che esercitano, al momento della presentazione della domanda, la sola attività didattica se sussistono le condizioni previste dalle disposizioni attuative della Regione.
Le agevolazioni, corrisposte nella forma di contributo in conto capitale, sono concesse a titolo de minimis ai sensi del Reg. (CE) n. 1998/2006, nella misura massima del 75% del costo ammissibile degli investimenti.

Gli investimenti ammissibili riguardano:
a) ristrutturazione, recupero, riqualificazione, adeguamento, restauro e risanamento conservativo di fabbricati aziendali esistenti da destinare ad attività agrituristiche, comprese quelle didattiche e di degustazione.
b) realizzazione di volumi tecnici e servizi igienici strettamente necessari all'attività agrituristica; installazione e/o ripristino degli impianti.
c) opere connesse al superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche, nonché all'adeguamento alla normativa igienico-sanitaria e di prevenzione dei rischi.
d) acquisto di attrezzature, arredi, corredi, nonché attrezzature info-telematiche per l'accesso a collegamenti a banda larga.
e) realizzazione di interventi per il risparmio idrico, energetico, per la razionale gestione dei rifiuti e per l'auto approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
f) investimenti materiali per gli adeguamenti delle strutture, necessari all'ottenimento della certificazione di qualità dei servizi ricettivi.
g) sistemazione e adeguamento: di spazi aperti da destinare ad agri-campeggio compresi i servizi igienici e bungalow in legno; di spazi esterni a verde; di viabilità aziendale di accesso e percorsi per gli ospiti.
h) opere e attrezzature finalizzate ad ampliare l'offerta dei servizi agrituristici, punti vendita di
prodotti aziendali non agricoli.

Non sono ammissibili, tra gli altri, investimenti e spese relativi ad acquisti di terreni e fabbricati e investimenti immateriali.


Paolo Battaglia

Bando per le agevolazioni alle Imprese giovanili, femminilie e di nuova costituzione: scadenza

Vi informo che la scadenza relative ai bandi di cui abbiamo parlato nel post del 23 dicembre è stata fissata al 01/03/2010.

Paolo Battaglia

mercoledì 23 dicembre 2009

Bandi della Regione Sicilia per PM imprese di nuova costituzione, PM imprese femminili e PM imprese giovanili.

A distanza di un inverecondo anno esatto dall'annuncio relativo alle linee guida (di cui parlammo nel dicembre scorso) forse ci siamo.

Si è in attesa dei bandi relativi agli articoli 1 ("imprese di qualita'") e 2 ("nuova imprenditoria e imprenditoria femminile") della Legge 16 dicembre 2008, n.23 (vedi post del 16 febbraio).

Questo, in sintesi, quanto viene offerto dai bandi:

Entrambe le misure previste dagli artt. 1 e 2 prevedono l'esclusione delle impresa artigiane perché queste saranno interessate da misure di competenza di altri assessorati.

Si ricorda che ai sensi dell'art. 2 della L. 23-2008 ("imprese di nuova costituzione", "imprese giovanili" e "imprese femminili") sono ammissibili alle agevolazioni le imprese - con esclusione di quelle artigiane - che, alla data di presentazione della domanda presentino tutti i seguenti requisiti:

a) siano micro, piccole o medie imprese in conformità alla vigente disciplina comunitaria;

b) appartengano ad almeno una delle seguenti categorie, come di seguito definite:

b1) imprese "di nuova costituzione";

b2) imprese "giovanili";

b3) imprese "femminili";

c) siano già iscritte nel Registro delle imprese e, quelle di servizi, costituite sotto forma di società regolari;

d) siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti - non essendo sottoposte a procedure concorsuali né ad amministrazione controllata;

e) abbiano restituito integralmente le eventuali somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni di qualsiasi natura precedentemente concesse dalla Regione Siciliana per i quali, alla medesima data, siano inutilmente decorsi i termini per le opposizioni ovvero sia stata già pronunciata sentenza definitiva;

f) non rientrino tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali e incompatibili dalla Commissione europea;

g) non rientrino tra le imprese in difficoltà, così come definite dall'articolo 1, paragrafo 7 del Regolamento CE n. 800/2008 del 6 agosto 2008.

Si ricorda che, ai fini di questa misura, sono considerate "di nuova costituzione" le imprese iscritte al Registro delle imprese da non oltre 5 anni alla data di presentazione della domanda e che non siano state operanti negli ultimi tre anni.

Ai fini di cui sopra, sono considerate non operanti negli ultimi tre anni:

    * le imprese per le quali alla predetta data di presentazione della domanda non risultano ancora approvati tre bilanci o presentate tre dichiarazioni dei redditi, ovvero

    * le imprese che, per almeno uno degli ultimi tre bilanci approvati o delle ultime tre dichiarazioni dei redditi presentate alla predetta data, evidenzino un valore dei ricavi da vendite e/o prestazioni di servizi pari a zero.


I relativi bandi sono attesi a brevissimo. Intanto datevi il tempo di valutare se possono rappresentare per voi un'opportunità. Ci sarà la solita convergenza di interessi a farvi presentare domande: i dottori commercialisti (ok, la mia categoria), le associazioni di categoria che potranno fingere di fornirvi un servizio (a costi vero) e creare cabine di regia e tavoli tecnici, sedicenti consulenti a vario titolo, nani e ballerine, la politica e la macchina amministrativa regionale (una vecchia trabant) che si intesteranno con i nostri mal riposti soldi chissà quali meriti dopo anni di insipiente ritardo e meritata fama di inaffidabilità nel rispettare i tempi delle procedure, le camere di commercio, banche e i funzionari assessoriali regionali in missione a diaria massima.

E voi imprenditori che, talvolta irragionevolmente, potrete finalmente costruire il vostro agognato capannone industriale.

Per esperienza, vi invito a usare ragionevole prudenza: la finanza agevolata è un'opportunità ma a certe condizioni. Non sempre un bando si adatta a tutte le situazioni, a volte può rivelarsi letale o, comunque, tossico. Dovete sempre valutare le conseguenze e le opportunità offerte e confrontarle con i vostri reali bisogni e risorse.

Come sempre invito chi fosse interessato a contattarmi per tempo.

Per ulteriori informazioni potete contattarmi ai numeri 0932-681803 e 348-3807381
o per email: studiobattaglia@crescitapmi.it

martedì 10 novembre 2009

La valutazione degli asset immateriali

Un'azienda è composta da un insieme di asset la cui combinazione produce il risultato economico complessivo. Il metodo reddituale si basa sulla capacità dell'azienda di generare risultati economici positivi (+ricavi e/o - costi = utili) dovuti all'apporto degli asset da valutare.
In particolare il valore dell'apporto è il risultato della somma algebrica del VA (Valore attuale) dei redditi futuri, considerati per un periodo di tempo limitato o illimitato, diminuiti del rendimento normale del capitale investito.
Chi investe in un'azienda guarda al suo valore come se l'azienda avesse una vita indefinita. La vita di un'azienda si compone di 2 periodi: il primo (esplicito) fa riferimento a un ragionevole periodo di tempo per il quale si riesce a fare delle previsioni (3-6 anni).
Il secondo (implicito) è successivo al primo ed è quel periodo per il quale non è credibile fare delle previsioni puntuali dei diversi fattori che portano alla determinazione dei redditi previsti. Per questo motivo si fanno delle assunzioni di lungo termine che sostanzialmente allineano la performance aziendale alle dinamiche complessive dell'economia.
La formula è:
W = R / i
dove:   W = il valore dell'asset
            R = l'incremento di reddito medio normalizzato (cioè depurato delle componenti straordinarie) atteso
            i = il tasso di attualizzazione
Il capitale economico coincide quindi con il valore attuale di una rendita perpetua, la cui rata è rappresentata dal reddito normalizzato prospettico.
Nel caso in cui si voglia considerare un orizzonte temporale definito, e, dunque, limitato (6 anni) la formula sopra esposta dovrà essere modificata in modo da rappresentare una rendita annua posticipata di durata pari a n anni (in cui i indica il tasso di attualizzazione).
W = R / a n-1

Il tasso di attualizzazione
Ha la funzione di attualizzare i flussi economici presunti futuri, pertanto maggiore è il suo valore, minore sarà il valore attuale di tali flussi.
Se i redditi futuri fossero particolarmente incerti sarebbe opportuno utilizzare un tasso piuttosto elevato, che diminuisse l’incidenza dei flussi più lontani nel tempo e quindi più incerti.
  • Deve essere espressione del rischio di impresa, ovvero della possibilità che non vengano effettivamente conseguiti i redditi presunti che si stanno attualizzando; maggiore sarà il rischio, più elevato dovrà risultare il tasso scelto.
  • Deve sintetizzare l’andamento del mercato in cui opera l’azienda che si intende valutare, in particolare potranno essere presi in riferimento i principali indici di redditività settoriali.
  • Affinché si tratti di un tasso effettivamente reale, e non solo monetario, deve essere corretto dell’effetto inflazione: in periodi di forte aumento dei prezzi dovrà essere caricato di un maggior spread richiesto da tale fenomeno.
Si usano due criteri per la determinazione del tasso di attualizzazione: il criterio del tasso opportunità e il criterio del costo del capitale.
Con il primo criterio, il tasso di attualizzazione è sintesi del rendimento di investimenti alternativi con lo stesso grado di rischio dell’azienda che si sta valutando; ci si pone pertanto nell’ottica dell’investitore che deve individuare l’investimento più redditizio.
Il criterio del costo capitale individua invece un tasso di attualizzazione che rappresenta il costo del capitale proprio o l’ipotetico costo medio ponderato dei capitali impiegati nell’azienda (sia a titolo di capitale proprio, sia a titolo di capitale di terzi).
Noi applichiamo il primo criterio, quello del tasso opportunità.
Le componenti fondamentali del tasso opportunità (detto anche tasso equivalente) sono 3, indicate nella seguente formula:
i = i* + r + l
dove:
i = tasso di attualizzazione del reddito medio prospettico
i* = tasso di rendimento di investimenti alternativi con rischio nullo, si tratta cioè della semplice remunerazione del capitale ottenuto in prestito
r = rischio dell’azienda di non conseguire i redditi presunti futuri
l = minor liquidità dell’investimento nel capitale dell’azienda, rispetto ad investimenti alternativi
La prima componente, “i*”, rappresenta quindi il tasso di rendimento interno (il cd.TIR) di un investimento a rischio zero: si tratta pertanto del tasso di remunerazione di un capitale concesso in prestito e la cui restituzione è praticamente certa. Per tali ragioni è spesso approssimato con il tasso di rendimento dei titoli stato (BTP se si prende in considerazione un arco di riferimento medio – lungo, BOT se viceversa si considera un periodo massimo di 12 mesi).
La seconda componente, “r”, è sicuramente di difficile determinazione oggettiva. Esprime infatti il premio di rischio legato all’azienda che si sta valutando, considerando tutte le variabili della gestione: rischio di impresa legato alla perdita di fornitori o clienti, insolvenza, congiuntura economica negativa, modificazione in senso sfavorevole della legislazione, crisi del settore in cui si opera.
Infine la terza componente, “l”, considera il fatto che in genere i titoli di stato, il cui rendimento si è preso in considerazione per la determinazione della prima componente, abbiano una liquidità maggiore del capitale investito nell’azienda; pertanto si dovrà ulteriormente aumentare il tasso di attualizzazione in considerazione del periodo di tempo che richiederà quest’ultimo per diventare liquido.
È il tasso normale atteso da un investitore che consideri l’investimento in capitale di rischio nel settore in cui l’azienda opera. Il tasso utilizzato ai fini dell'attualizzazione (o capitalizzazione) del reddito è, di norma, un tasso che aggiunga al rendimento degli investimenti privi di rischio un adeguato premio per il rischio di perdere l'investimento (gli asset immateriali, nel nostro caso) che si intende conferire.
Il rischio è valutato in funzione di una serie di fattori:
  • situazione economico-sociale generale
  • tipo di attività svolta
  • incidenza dei costi fissi
  • grado di concorrenza
  • elasticità dei prezzi
  • grado di innovazione tecnologica del settore
  • rischi specifici d’impresa
  • rischio paese