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lunedì 12 maggio 2014

Master Consumo Università di Catania. Dispense e Software Usura

I partecipanti alla VI edizione 2014 Master Universitario "Customer Care e Tutela dei consumatori"  possono scaricare qui:
  • la mia dispensa "Il Credito ai consumatori, il sovraindebitamento e il rischio di usura";
  • il mio foglio elettronico per il Piano d'ammortamento e Calcolo del TAEG.
User ID, Password e codice d'attivazione per il software sono quelli forniti dal tutor d'aula.

Paolo Battaglia

venerdì 7 giugno 2013

Università di Catania - Master Customer Care - Dispense

I partecipanti al Master Universitario "Customer Care e Tutela dei consumatori" V edizione 2013 possono scaricare qui:

  • la mia dispensa "Il Credito ai consumatori, il sovraindebitamento e il rischio di usura";
  • il mio foglio elettronico per il Piano d'ammortamento di un prestito e il Calcolo del TAEG.

User ID e Password sono quelli forniti dal tutor d'aula.






venerdì 26 aprile 2013

Prima della crisi d'impresa... p.3 (di Paolo Battaglia)

Continuiamo la nostra conversazione sugli interventi necessari a PREVENIRE uno stato di crisi d'impresa attraverso l'implementazione di un sistema di controllo di gestione.

Prima della crisi d'impresa... p.1 (di Paolo Battaglia)
Prima della crisi d'impresa... p.2 (di Paolo Battaglia)

Si era introdotto il metodo ABC (Activity Based Costing) come strumento di efficace controllo, individuando 5 fasi di cui l'ultima era quella del controllo dei costi. E' proprio in questa fase che, una volta individuate le attività che non abbiano valore aggiunto, non necessarie e secondarie, potrà comprendersi meglio dove tagliare i costi e dove investire per aumentare in reale efficienza, senza correre il rischio di tagliare risorse importanti.

Avendo in mano i dati necessari si possono anche identificare le risorse umane giuste per migliorare la situazione, siano esse già presenti in ditta o siano risorse esterne, da assumere o di cui avere la consulenza.

Può essere opportuno in questa fase preparare un Management Report che potrà servire anche come base per il sistema di Budgeting e Reporting di cui parleremo un'altra volta.

Sarebbe un'occasione persa se, in questa fase in cui sarà anche possibile distinguere i costi in fissi e variabili, non applicheremo un agile sistema di analisi per margini.

L'analisi per margini consente di rispondere a domande del tipo:

  • Come variano i costi e il risultato economico al variare del volume di attività dell'azienda
  • Qual è il punto di pareggio dell'azienda?
  • Quanto guadagna l'azienda sull'eccedenza rispetto al punto di pareggio?
  • Qual è il volume minimo di vendite da raggiungere per giustificare i costi fissi della struttura tecnica (fabbricati, impianti, attrezzature) ed organizzativa (personale, interessi su mutui che incidono diversamente dagli interessi di c/c, ammortamenti, altre spese generali indirette), gli obiettivi di utili dei soci, il rispetto di un piano “sopportabile” di ammortamento di un debito, ecc…
  • Qual è il volume di vendite (non di utili) che giustifichi l’asunzione di una nuova unità o l’acquisto di una macchina o la scelta tra acquisto o noleggio o make-or-buy?


Articoli correlati:

Prima della crisi d'impresa... p.1 (di Paolo Battaglia)
Prima della crisi d'impresa... p.2 (di Paolo Battaglia)

venerdì 8 febbraio 2013

Prima della crisi d'impresa... p.2 (di Paolo Battaglia)

Abbiamo visto precedentemente quanto sia importante anticipare una crisi finanziaria con al corretta conoscenza del proprio processo di creazione del valore e dei margini, quindi degli utili, comprendendo auqlai prodotti o servizi generano maggiori utili (e sono quindi da "spingere") e quali ci fanno guadagnare meno o addirittura generino una perdita.
Un sistema di controllo dei costi e di determinazione dei margini è il metodo Activity Based Costing.

Il metodo ABC può implementarsi in azienda seguenti 5 differenti "fasi".
  1. Mappare il processo in tutte le sue attività (e processi) relazionate a flussi produttivi univoci
  2. Raccogliere i dati relativi ai costi per ogni singola attività (diretti e, spesso, variabili) e generali (indiretti)
  3. Ricondurre i costi alle rispettive attività (input attività e costi => per generare il suo prodotto o servizio).
    Lo scopo non è ancora il calcolo aritmetico dei costi, quanto piuttosto individuare con esattezza da dove questi provengano.
  4. Calcolare l'Output: calcolo del reale ammontare dei costi per unità produttiva
  5. Analisi dei costi: individuate le attività che non abbiano valore aggiunto, non necessarie e secondarie, non sarà difficile comprendere dove tagliare i costi e dove investire per aumentare in reale efficienza, senza correre il rischio di tagliare risorse importanti.

venerdì 25 gennaio 2013

Prima della crisi d'impresa...

Quando un'azienda si rivolge al nostro studio perché sente di trovarsi in un perdurante stato di tensione finanziaria, spesso vorrebbe che noi intervenissimo direttamente sul rapporto tra l'azienda stessa e le banche con cui è in rapporto.

In realtà, nella gran parte dei casi, e sempre che non siano presenti particolari motivi d'urgenza, le esigenze possono quasi sempre riassumersi in esigenze INNANZITUTTO di tipo economico (commerciale, organizzativo, di efficenza interna).

In particolare, le principali magagne di efficenza economica interna riguardano la difficoltà a determinare correttamente i prezzi, attraverso corrette schede di prodotto, i relativi costi e quindi i margini, la redditività, i corretti preventivi.

Queste esigenze vengono solitamente confermate dal check-up d'ingresso. In un'azienda non ancora soffocata da crisi finanziaria, il corretto approccio al suo Turnaround, al suo rimettersi in forma, al suo percorso di riorganizzazione gestionale, si svolge secondo i seguenti steps:

  1. Preliminare implementazione del sistema di controllo dei costi (personalmente preferisco il metodo Activity Based Costing)
  2. Implementazione successiva del sistema di budgeting e reporting, con analisi degli scostamenti (pianificazione economica, patrimoniale e finanziaria). Si giungerà così, ad avere un “Cruscotto aziendale” dell’andamento sia economico che finanziario (“Balance Scorecard”)
  3. Se l'azienda è parte di un gruppo, il sistema va esteso anche alle altre imprese per ottenere un sistema di controllo consolidato (strategicamente guidato da una Società che fungerà da “capogruppo”)
  4. Realizzazione del Business Plan finalizzato, ad esempio, ad una ristrutturazione del debito bancario per consolidare la struttura patrimoniale e finanziaria dell’azienda (pianificazione patrimoniale e finanziaria)
  5. Si potrà lavorare, solo ora, con budget di cassa annualizzati, mensilizzati e settimanalizzati (pianificazione finanziaria a breve) per una gestione finanziaria quotidiana programmata e serena.

Il PRIMO STEP sarà quindi l’implementazione preliminare di un sistema adeguato di controllo economico della gestione dei costi.

In un'azienda in cui ancora non sia stato implementato un sistema di controllo di gestione, la prima cosa che un consulente esterno trova è un sistema informativo e contabile basato su un Piano dei Conti finalizzato alla contabilità generale (COGE) e non certo un Piano dei Conti pensato per una contabilità analitica (COAN).
Si deve, quindi, trovare il modo più semplice di semplificare il procesos di reperimento di informazioni accurate e realistiche, raccordando il piano dei conti COGE con quello COAN.
Poi, si devono individuare gli obiettivi principali del controllo di gestione da implementare, e scegliere un sistema adatto all''impresa e al suo attuale workflow, senza creare particolari traumi.

Ovviamente, un sistema di controllo di gestione economica deve essere:

  1. EQUO
  2. ANALITICO
  3. OPERATIVO
È EQUO quando permette di attribuire a ciascun prodotto tutti i componenti di costo ad esso relativi.

Quello che segue è il risultato “classico” di due ipotesi (Ipotesi A e Ipotesi B) plausibili quanto errate di un sistema di CDG (Controllo di Gestione) non EQUO:

IPOTESI A


IPOTESI B



In pratica, lo stesso prodotto risulta costare il primo € 381,25 e il secondo € 275,00, semplicemente perché si è utilizzata, elementarmente, una base di calcolo unica.

È ANALITICO quando permette di attribuire a ciascun prodotto, nel modo più dettagliato possibile, i componenti di costo ad esso relativi (costi DIRETTI e costi INDIRETTI, quelli che vengono nella vostra azienda definiti “costi di gestione”).

Se la vostra azienda impiega 11.000 ORE DIRETTE per effettuare lavorazioni per cui ne erano previste 10.000 può solo rilevare che la PRODUTTIVITA' MEDIA DI PRODUZIONE è stata di circa il 10% inferiore a quella prevista. Nulla può dirsi su ciò che è accaduto nei singoli reparti e nessuna indicazione può trarsi sul comportamento dei singoli responsabili di reparto:


Un sistema ANALITICO invece, potrebbe rilevare che l'andamento delle ORE DI MANODOPERA DIRETTA è stato il seguente:


È OPERATIVO quando, discriminando fra costi variabili e costi fissi permette di operare scelte oggettive fra le varie possibili alternative di gestione. 
Non è operativo un sistema di costi che non è in grado, alla fine del processo di implementazione, di presentare i dati contabili distinti anche in costi fissi e variabili in modo da poter applicare le Analisi per Margini (Break Even Analysis).
Questo sistema, discriminando tra costi fissi e variabili, consentirà di conoscere, ad esempio:
  • Come variano i costi e il risultato economico al variare del volume di attività dell'azienda
  • Qual è il punto di pareggio dell'azienda
  • Quanto guadagna l'azienda sull'eccedenza rispetto al punto di pareggio?
  • Qual è il volume minimo di vendite da raggiungere per giustificare i costi fissi della struttura tecnica (fabbricati, impianti, attrezzature) ed organizzativa (personale, interessi su mutui che incidono diversamente dagli interessi di c/c, ammortamenti, altre spese generali indirette), gli obiettivi di utili dei soci, il rispetto di un piano “sopportabile” di ammortamento di un debito, ecc…
  • Qual è il volume di vendite (non di utili) che giustifichi l’asunzione di una nuova unità o l’acquisto di una macchina o la scelta tra acquisto o noleggio o make-or-buy?
Vedremo prossimamente come si implementa un sistema ABC (Activity Based Costing), metodo che risponde ai 3 requisiti su riportati.

lunedì 4 giugno 2012

Master Customer Care e Tutela dei consumatori - Università di Catania: scarica il materiale didattico

I partecipanti al Master Universitario "Customer Care e Tutela dei consumatori" IV edizione 2012 possono scaricare qui la mia dispensa su "Credito al consumo, sovraindebitamento e rischio di usura" e qui il mio foglio elettronico per il piano d'ammortamento di un prestito e il calcolo del TAEG.User ID e Password sono quelli forniti dal tutor d'aula.

mercoledì 11 aprile 2012

Crisi d'impresa (parte 3): la crisi economica

Continuiamo a parlare di CRISI D'IMPRESA. 

E' fisiologico che qualunque impresa sana sperimenti momenti di maggiore fabbisogno di liquidità e, conseguentemente, qualche tensione finanziaria, soprattutto se l’azienda si sta espandendo o si prepara ad affrontare nuovi mercati, o, semplicemente, mantiene la propria posizione in un periodo di trasformazione dei mercati. Ed è in questa fase che si utilizzano varie forme di finanziamento, dalla ricapitalizzazione all’indebitamento, niente di male. Ma come accorgersi che una situazione che appare sana, in realtà, magari già da qualche anno, nasconde una situazione che meriterebbe attenzione, anche se ancora non sperimentiamo tensioni finanziarie? Una delle vere difficoltà è proprio quella di individuare i sintomi di una crisi d’impresa possibilmente PRIMA che questa diventi tanto grave da richiedere interventi drastici, necessari, però, quando la situazione si è deteriorata. 

Dell'individuazione di questi segnali, più specificamente, parlerò in successivi post.

Per ora mi preme chiarire che, prima di prendere qualunque decisione per affrontare una tensione finanziaria "importante" è necessario preliminarmente distinguere tra CRISI ECONOMICA e CRISI FINANZIARIO-PATRIMONIALE. 

giovedì 29 marzo 2012

Fisco e angoscia estrema...

Sento il bisogno di esprimere tutta la mia solidarietà alla famiglia dell'imprenditore che si è dato fuoco ieri 28 marzo davanti all'Agenzia delle Entrate a Bologna.

Da Il Sole 24 Ore di ieri:

"«Ho tentato di uccidermi, voglio morire, voglio morire»... Un testimone ha spiegato: «Mi sono affacciato e ho visto una palla di fuoco». La palla di fuoco era un uomo angosciato al punto da non vedere più una possibile via d'uscita ai suoi problemi. Si sentiva ingiustamente vessato: aveva in atto un ricorso contro l'Agenzia delle Entrate (forse per una cartella esattoriale che riteneva iniqua) a cui aveva anche scritto una lettera in cui afferma di essere onesto, di avere pagato tutte le tasse. La disperazione che nasconde la speranza dietro una montagna di guai che appare insormontabile..."

Qui non si tratta di mala-politica, si tratta di "mera" mala-amministrazione, di assenza di intelligenza dietro regole lunari applicate con bovina determinazione da cinici burocrati, talvolta anche in lotta di classe (tra poveri) con contribuenti titolari di partita IVA considerati ppregiudizialmente evasori fiscali (ma non sarà questo il caso...).

Le crisi finanziarie esplodono e scompaiono con velocità. Le crisi economiche, invece, appaiono e disparvono lentamente.

giovedì 22 marzo 2012

Crisi d'impresa (parte 2): il quadro normativo aggiornato

Prima di continuare la mia trattazione della crisi d'impresa e degli strumenti a disposizione per venirne a capo, riporto a seguire il quadro normativo aggiornato alla L. 27 gennaio 2012, n.3.

Quadro legislativo in materia di Crisi d'impresa


lunedì 12 marzo 2012

Prossima apertura Bando Turismo in Sicilia?

Voci di corridoio, sempre più insistenti, sibilano che a breve si aprirà un nuovo bando "Turismo" in Sicilia.
Quindi, AD OGGI, tutto da prendere con le pinze!

Siccome, in ogni caso, il tempo non sarà mai abbastanza, e siccome l'accesso non sarà troppo diverso da quanto previsto dall'ultimo bando appena scaduto, riporto a seguire una breve scheda di sintesi RELATIVA AL BANDO SCORSO e (attenti!) ATTUALMENTE SCADUTO.


venerdì 9 marzo 2012

Crisi d'impresa (parte 1)

Abbiamo finora parlato più volte di Crisi d'impresa.

Vediamo di iniziare, da oggi, un percorso che descriverà quali sono gli strumenti legislativi a disposizione delle imprese in crisi (Legge fallimentare e successive modifiche). E il punto di vista sarà quello della mia esperienza come dottore commercialista nell'approcciare il risanamento di imprese in crisi (Turnaround Management).

Prima di scendere nel dettaglio, vorrei soffermarmi su alcuni aspetti relativi alla crisi d'impresa.

Le condizioni per poter risanare un’impresa sono 3.

lunedì 28 novembre 2011

In download le slide del mio intervento al seminario sull'analisi per margini

E' possibile scaricare qui le slides relative al mio intervento al seminario "Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita" tenutosi il 18 novembre 2011, commissionato da Confindustria Ragusa per conto delle Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Ragusa.

lunedì 14 novembre 2011

Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita

Il sistema del margine di contribuzione è solo uno dei tanti modi con cui controllare la gestione economica, però è molto equo, analitico e, soprattutto, operativo senza essere farragginoso.
E' un metodo semplice ma non semplicistico, che non genera panico in chi non è mai stato abituato al controllo dei costi.
Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche del controllo dei costi, Venerdì 18 Novembre 2011 alle ore 16,30 presso Confindustria Ragusa – Zona Industriale - Sala assemblee “Salvatore Frasca”, sarò relatore con il collega Luca Licitra per conto della Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ragusa, di cui faccio parte, del SEMINARIO:

    
Si illustreranno i seguenti temi:

1. Scopi e requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • Scopi di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • I requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • La determinazione dei costi di produzione
  • I costi delle materie prime
  • I costi della manodopera diretta
  • Le spese generali
2. Il sistema "tradizionale" di rilevazione e calcolo dei costi, il sistema dei centri di costo, il sistema del margine di contribuzione

3. Esempi pratici di applicazione del sistema del margine di contribuzione (ad es.: come variano i costi e il risultato economico al variare del volume di attività dell'azienda? Qual è il grado di saturazione della struttura aziendale? Come varia il risultato economico dell'azienda se la produzione aumenta o diminuisce? Qual è il minimo livello di fatturato da raggiungere per giustificare un dato investimento?)


lunedì 7 novembre 2011

Posizionarsi su nuovi mercati, con un occhio al rischio di perdita su crediti.

In momenti di crisi come questo ci si concentra sul tamponare le emergenze finanziarie e si può perdere di vista lo sviluppo commerciale, che è, invece, l'unico vero motore dell'azienda, il denaro essendo "solo" un fattore della produzione, al pari di un macchinario o delle scorte.

Anzi, questi momenti di crisi possono essere il "motivatore" giusto per non rinviare certi nostri progetti di espansione. Ricordo sempre che di qualunque progetto di espansione non ne va preliminarmente verificata solo la convenienza economica, ma SOPRATTUTTO ne va verificata la sostenibilità finanziaria, per non trovarsi imbarcati in investimenti ed impegni più grandi di noi (e delle nostre disponibilità finanziarie).

Una Micro o PMI può ampliare la platea dei propri clienti con investimenti molto piccoli o, in alcuni casi, nulli, pur riducendo (non eliminando, ovviamente) la propria esposizione a rischi di perdite su crediti che oggi si sono moltiplicati.

Quelli che seguono sono alcuni spunti ed idee, alcuni dei quali (paradossalmente proprio quelli che vi appariranno i più ovvii) sono dietro gli errori più frequenti da parte delle Pmi.

1) prendiamo atto, intanto, che le perdite sui crediti sono parte del rischio commerciale e sono pressocché inevitabili.

2) evitiamo di mettere tutte le nostre uova nello stesso paniere. Cioè, potendo scegliere il nostro mercato, costruiamo il nostro business plan intorno a 100 clienti che ci daranno 1 euro ciascuno piuttosto che intorno a 2 soli grossi clienti da 50 euro ciascuno.

3) studiamo e ristudiamo bene il nostro modello di business, il nostro mercato, le modalità d'azione dei nostri concorrenti, le abitudini di pagamento dei potenziali clienti e cerchiamo ad ogni costo, di non impiccarci alla ricerca di nuovi clienti "purchessia". Laddove possibile, soprattutto se operiamo nel Business to Business (cioè, se i nostri clienti sono a loro volta imprese) non recediamo MAI di fronte alla nostra INDISPENSABILE richiesta di farci liquidare almeno il 30% dei nostri compensi al momento della firma del contratto, legando la fornitura delle successive partite di merce/servizi a successivi acconti fino al saldo. Lo so che il momento è complicato e che "non è facile fare i difficili", ma l'alternativa è prendere atto (e scaricare sui nostri utili) di una spesso insopportabile maggiore probabilità di perdite su crediti. Possiamo studiare formule di sconto per chi decida di pagare in contanti e in anticipo o a mezzo carta di credito o paypal o analogo strumento, in modo da ridurre le "uova" che si romperanno nel nostro paniere (ripeto, tutti noi subiamo perdite su crediti, soprattutto oggi, ma una strategia percorribile è quella di puntare ad una riduzione del rischio, essendo velleitario puntare ad eliminarlo).

4) appoggiamoci, laddove possibile ad una piattaforma di commercio on-line che faccia da filtro rispetto al cattivo pagatore (se vendiamo al consumatore finale possiamo considerare Ebay o Amazon. Per altre forme di e-business considerate anche altre piattaforme alternative quali: Shopify, Compry, Freshcreator, Blomming, Wescart).

5) in tutti i casi, tuteliamoci sempre con dei buoni contratti (contratti-tipo), che siano garanzia sia per noi che per il nostro cliente. L'importanza di un buon contratto non sta solo nel fatto di poter "azionare" il contratto in caso di inadempienza, ma nello scoraggiare una prima fetta percentuale di clienti cattivi pagatori. In questo caso non affidatevi al faidate o al copia e incolla, rivolgetevi ad un Dottore Commercialista o ad un Avvocato specializzati e che non sempre sono i vostri abituali contabili o civilisti.

6) teniamo anche conto che se lavoriamo con clienti in aree diverse dall'area euro (e che ci pagano a termine) esiste un altro tipo di rischio, il rischio di cambio, cioè il rischio che deprezzamenti della valuta in cui abbiamo concluso il nostro contratto si ripercuoterà sul nostro conto economico.

7) presi in considerazione tutti i precedenti 6 punti, esistono ANCHE strumenti di assicurazione del credito e del rischio su cambi, forniti sia dalle compagnie di assicurazione che dalle banche. Spesso sono strumenti costosi ma, in molti casi di Business su Business, sono anche l'unica soluzione. Il sistema bancario offre un'ampia scelta di servizi. Eccone alcuni dei più utili:

  • Gestione ed incasso dei crediti ceduti: a volte la banca offre anche collaborazione alla risoluzione delle contestazioni e si occupa della definizione di piani di rientro o del recupero  giudiziale dei crediti  
  • Garanzia: permette all’azienda esportatrice di ottenere una garanzia contro i rischi di insolvenza con copertura anche fino al 100%. Ovviamente la banca vorrà, a sua volta tutelarsi nei suoi confronti, chiedendo garanzie e facendo costare molto il servizio, soprattutto perché la sua è un'impresa nuova che non dà, al momento, garanzia di continuità e di know-how. Lo consideri come un vero finanziamento rilasciato sotto forma di plafond rotativo (cioè man mano che i crediti vengono incassati si libera plafond) 
  • Finanziamento: il cliente ottiene  un’anticipazione totale o parziale dei crediti ceduti generalmente dell’80% e  nella divisa di fatturazione  
Contattatemi per ogni ulteriore informazione.

lunedì 24 ottobre 2011

Bando della Regione Sicilia per investimenti di Micro e PMI, diversi settori e servizi (Scad. 06-01-2012)

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 42 del 07 ottobre 2011 il Bando per l'erogazione di incentivi per investimenti produttivi in favore di micro, piccole e medie imprese operanti in diversi settori produttivi e dei servizi alle persone e alle imprese 

Le imprese devono essere in possesso di solidità finanziaria ed affidabilità economica secondo quanto previsto dall'art. 1 dall'art. 1 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.23 e in attuazione delle linee d'intervento 5.1.3.1, 5.1.3.2 e 5.1.3.5 del PO FESR 2007/2013.

La dotazione finanziaria assegnata al Bando è pari a Euro 47.438.430,00.

Beneficiari:
Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda, presentino tutti i seguenti requisiti:
a) siano micro, piccole o medie imprese in conformità alla vigente disciplina comunitaria
b) siano state operanti negli ultimi tre anni 
c) presentino, con riferimento agli ultimi tre bilanci/dichiarazioni, una somma algebrica dei relativi risultati d'esercizio maggiore di zero, ovvero una media positiva delle variazioni del valore dei ricavi da vendite e/o prestazioni di servizi registrato in ciascuno negli ultimi due esercizi rispetto al precedente;
d) siano già iscritte nel Registro delle imprese e, quelle di servizi, costituite sotto forma di società regolari;
e) non rientrino tra le imprese in difficoltà, così come definite dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Settori di attività:
Sono ammissibili le imprese operanti nei settori estrattivo, manifatturiero e dei servizi (contattateci per dettagli). 
Sono altresì ammissibili attività di ricerca e sviluppo, istruzione prescolastica, strutture di assistenza per anziani e disabili, asili nido e ludoteche.
Agevolazioni:
a) contributo a fondo perduto;
b) Finanziamento agevolato;
c) contributo in conto interessi.
Complessivamente la copertura finanziaria dei programmi di investimento deve prevedere un apporto di mezzi finanziari esenti da qualsiasi elemento di aiuto pubblico in misura non inferiore al 25% degli investimenti ammissibili.
Il valore massimo dell'agevolazione concedibile è pari ad euro 2.000.000,00.

Spese ammissibili:
Spese di progettazione
Suolo aziendale
Immobili
Macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica
Programmi informatici
Brevetti.
Il programma di investimenti da agevolare può riguardare la realizzazione di un nuovo impianto, l'ampliamento o la rilocalizzazione di impianti produttivi esistenti, la diversificazione di un impianto produttivo esistente mediante prodotti/servizi nuovi aggiuntivi ovvero il cambiamento fondamentale del processo produttivo di un impianto esistente.
La domanda di agevolazioni deve redatta e inviata, insieme alla Scheda Tecnica e Business-plan entro il 06/01/2012.

La concessione delle agevolazioni avviene secondo la posizione assunta dai programmi in specifiche graduatorie di merito, in relazione ai valori assunti dai seguenti indicatori:
1. combinazione prescelta tra le tipologie di agevolazioni disponibili;
2. punteggio complessivo conseguito dal programma sulla base di specifiche priorità riguardanti i settori di attività, la tipologia di programma e l'ubicazione;
3. rapporto tra spese ammissibili relative a progettazioni, macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e brevetti e il totale delle spese ammissibili;
4. rapporto tra la variazione complessiva dell'occupazione di tutte le unità locali dell'impresa richiedente ubicate nel territorio della regione Sicilia registrata negli ultimi due anni solari ed il valore in milioni di euro dell'agevolazione complessivamente concedibile.
5. incidenza percentuale sul fatturato delle spese per brevetti e ricerca e sviluppo nell'ultimo triennio come risultante dai tre bilanci o dalle tre dichiarazioni dei redditi.

Sono previste delle maggiorazioni nei punteggi (cumulabili fra loro) nel caso in cui:
1. l'impresa appartenga ad un distretto produttivo, industriale o agricolo;
2. l'impresa sia ubicata all'interno di agglomerati industriali o aree attrezzate;
3. l'impresa opera nel settore di produzione di energia da fonti rinnovabili;
4. l'impresa sia uno spin-off da ricerca;
5. l'attività di impresa riguardi lo sviluppo di brevetti già di proprietà dei soci;
6. l'impresa abbia stipulato convenzioni con Università ed Enti pubblici di ricerca;
7. l'impresa sia in possesso di del sistema di certificazione ambientale EMAS.

Come sempre siamo a disposizione per ogni chiarimento.

lunedì 21 marzo 2011

Il protesto di un assegno.

Continuiamo a parlare delle molli piacevolezze derivanti dalle tensioni finanziarie.
Oggi parliamo del protesto di un assegno. Il protesto è un atto pubblilco con cui un notatio o un pubblico ufficiale accerta il mancato pagamento di un assegno. Grazie al protesto chi, presentatore dell'assegno, non abbia ricevuto il pagamento, può ottenere la somma dovuta con un'azione giudiziaria contro l'emittente, i giranti dell'assegno (azione di regresso) e contro glil eventuali avallanti (coloro che hanno garantito per il suo pagamento).
Per elevare il protesto è necessario che l'assegno sia stato presentato per il pagamento entro il termine utile.

Il protesto viene pubblicato nel Registro Informatico dei Protesti, curato presso le Camere di commercio, e viene comunicato al Prefetto competente per territorio. La pubblicazione è mensile. Gli Ufficiali levatori trasmettono l'elenco il primo giorno di ogni mese. L'elenco contiene i protesti levati fino al 26° giorno del mese precedente fino al 27° giorno del mese antecedente. La Camera di Commercio provvede alla pubblicazione nei 10 giorni successivi al loro ricevimento.

Chiunque può acccedere alle notizie conservate nel registro negli ultimi 5 anni. per le notizie non contenute nella visura si può inoltrare alla Camera di Commercio una richiesta di "acccesso agli atti". A volte, comunque, i titoli protestati elencati nelle visure potrebbero essere stati pagati, in quanto il protestato potrebbe non aver richiesto né la cancellazione né l'annotazione di avvenuto pagamento.

Il debitore che esegue il pagamento entro 12 mesi dalla levata del protesto, può chiedere la cancellazione definitiva dal Registro Informatico dei Protesti. La richiesta di cancellazione si presenta al Presidente della Camera di Commercio, corredata di titolo in originale con atto di protesto o dichiarazione di rifiuto di pagamento, fotocopie fronte retro dell'assegno e dell'atto di protesto o della dichiarazione di rifiuto di pagamento e quietanza di pagamento in originale.

Si può essere depennati dall'elenco dei protesti PRIMA dell'inserimento del proprio nominativo nel Registro Informatico dei Protesti per la pubblicazione presentando domanda di cancellazione dal tabulato entro il giorno 10 del mese seguente la levata del protesto avvvenuta nell'arco di tempo compreso tra il giorno 27 ed il giorno 26 del mese successivo.

Si può cancellare dal Registro Informatico una cambiale protestata (non un assegno) e successivamente pagata purché il pagamento sia stato effettuato entro 12 mesi dalla levata del protesto. Se il pagamento è avvenuto dopo detto termine è necessario verificare se vi sono i requisiti per la riabilitazione.

Il pagamento di un assegno entro 60 giorni dal protesto (pagamento tardivo) può, in alcuni casi, evitare l'iscrizione alla CAI (Centrale di Allarme Interbancaria) di cui abbiamo parlato in un post precedente e la sanzione amministrativa irrogabile dalla Prefettura. E' ininfluente, però, ai fini della cancellazione dal Registro Informatico, in quanto la cancellazione è fattibile solo dopo aver ottenuto dal tribunale la riabilitazione del nominativo.

Dopo 5 anni dalla levata del protesto la cancellazione del nominativo dal Registro Informatico dei Protesti avviene automaticamente. E' però possibile ottenerla prima (ma dopo almeno un anno dalla levata del protesto) pagando al creditore l'importo dell'assegno + gli interessi di mora, ottenendo la sua liberatoria e il titolo quietanzato e presentando istanza di riabilitazione in tribunale.
La pubblicazione del protesto sul Registro può essere sospesa da un ordine dell'autorità giudiziaria. Questa sospensione è solo temporanea e non costituisce cancellazione del protesto.

venerdì 21 gennaio 2011

Regione Sicilia: bando per agevolazioni alle imprese turistiche in Sicilia (bis)

Sarà a giorni pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il bando già pubblicato e revocato relativo alla ricettività alberghiera. Dalla pubblicazione in gazzetta decorreranno 120 giorni per la presentazione dei progetti.
Sono stanziati oltre 125 milioni di euro.

La competenza passa dall'assessorato al turismo all'assessorato attività produttive.

Beneficiarie sono le Piccole e Medie Imprese in possesso dei seguenti requisiti:


  • siano già iscritte nei relativi registri delle imprese
  • non rientrino tra le imprese in difficoltà (così come definito dall'art. 1 par.7 del regolamento CE del 06.08.2008)
  • dimostrino di possedere adeguate risorse economiche al fine di garantire la quota di investimento non coperta dal contributo,  attraverso attestazione rilasciata da un istituto di credito, comprovante la solidità finanziaria dell'impresa istante, la reale capacità di far fronte sia alla quota di cofinanziamento a proprio carico che alle esigenze tecniche ed agli impegni finanziari assunti.
  • abbiano restituito integralmente eventuali somme dovute per i procedimenti di revoca di agevolazione di qualsiasi natura precedentemente concesse dalla Regione Siciliana.
L'agevolazione consiste nell'erogazione di contributi in conto impianti del 50% delle spese ammissibili (40% per le medie imprese).

Le attività previste sono:
  1. attività ricettive alberghiere ed extra-alberghiere
  2. attività di ristorazione direttamente correlate ad una attività ricettiva esistente
  3. attività sportive direttamente correlate ad un'attività ricettiva esistente
  4. attività inerenti il benessere fisico della persona direttamente correlate ad una attività ricettiva esistente
  5. attività inerenti la congressualità direttamente correlate ad una attività ricettiva esistente
Le tipologie dell'offerta turistica sono le seguenti:
  • Alberghi
  • Motels
  • Villaggi Albergo
  • Residenze turistico alberghiere
  • Campeggi
  • Villaggi turistici
  • Esercizi di affittacamere
  • Case ed appartamenti per vacanze
  • Case per ferie
  • Ostelli per la gioventù
  • Rifugi alpini
  • Aziende turistico residenziali
  • Turismo rurale

Le tipologie di attività ammesse sono:
  1. attivazione di nuova attività ricettiva
  2. ampliamento di attività ricettiva esistente
  3. riqualificazione di attività ricettiva esistente
  4. riattivazione di attività ricettiva esistente
  5. attivazione di nuove attività di completamento correlate ad una struttura ricettiva esistente
  6. ampliamento di esistenti attività di completamento correlate ad una struttura ricettiva esistente

I programmi d'investimento, pena l'esclusione, dovranno essere corredati da un progetto tecnico definitivo contenente i seguenti elaborati:
  • relazione descrittiva redatta in conformità dell'art. 26 del D.R 554/1999
  • elaborati grafici redatti in conformità dell'art. 30 del DPR 554/1999
  • disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici redatto in conformità dell'art.32 del DPR 554/1999
  • computo metrico estimativo redatto in conformità dell'art. 34 del DPR 554/1999
  • quadro economico: al fine di una verifica della rispondenza, gli importi risultanti dal quadro economico dovranno rifluire negli appositi punti dell'allegato tecnico del Business Plan.

Il progetto tecnico definitivo dovrà possedere alla data di presentazione dell'istanza di partecipazione al bando tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell'intervento edilizio (concessioni, autorizzazioni).

Dal Business Plan dovrà risultare evidente la congruità economica e finanziaria dell'iniziativa. Particolare attenzione va posta nella descrizione dell'organizzazione e del campo di attività dell'impresa, del programma di investimenti, con particolare riguardo alle ragioni che ne giustificano la realizzaizone, del prodotto/servizio, del mercato di riferimento, dell'organizzazione dei fattori produttivi, delle tematiche ambientali.

Una serie di previsioni regolano l'attribuzione dei punteggi. 

Il pagamento tardivo dell'assegno.

Abbiamo visto in un post precedente quali siano le conseguenze dell'emissione di un assegno non coperto, cioè senza provvista, senza i fondi necessari al pagamento presso il conto corrente dell'emittente.
Vi ricordo che in tal caso si incorre in un illecito amministrativo punito dalla legge con sanzioni amministrative e con la c.d. "revoca di sistema".

Con un "pagamento tardivo" è possibile evitare le suddette conseguenze. Per pagamento tardivo si intende quello effettuato entro 60 giorni dalla scadenza del termine utile per la presentazione dell'assegno ai fini dell'incasso. L'emittente dovrà pagare, oltre all'importo dovuto, anche una serie di oneri accessori:
- penale del 10% della somma
- interessi legali per il periodo fra la data di presentazione all'incasso e quella del pagamento tardivo
- le spese relative al protesto.

La banca deve comunicare entro il 10° giorno dalla presentazione dell'assegno il "preavviso di revoca" con cui informa il cliente della mancanza di provvista e della possibilità di evitare le sanzioni e la revoca di sistema con un pagamento tardivo dell'assegno.

Il pagamento tardivo, quando è comprensivo degli oneri accessori, esclude sia le sanzioni che l'iscrizione alla CAI.
L'emittente dovrà produrre la prova del pagamento (liberatoria) alla banca trattaria entro 60 giorni dalla scadenza del termine utile per la presentazione dell'assegno ai fini dell'incasso.
In caso di protesto, tale prova dovrà essere fornita anche al notaio o segretario comunale o ufficiale giudiziario che ha redatto l'atto di protesto, al fine di evitare l'applicazione di sanzioni amministrative.

mercoledì 15 dicembre 2010

Assegni bancari e la revoca di sistema.

Continuiamo a trattare le piacevolezze degli inghippi cui si può incorrere con gli assegni bancari.
In particolare, come scrivevo in un post precedente, quando un assegno viene emesso senza autorizzazione o senza provvista, si mette in moto la procedura denominata "Revoca di sistema". La revoca di sistema ha per conseguenza l'inibizione ad emettere assegni bancari per 6 mesi, con l'obbligo del cliente a restituire alla banca il blocchetto con quelli non ancora utilizzati.

Quando viene emesso un assegno senza autorizzazione o senza copertura la banca può non effettuare alcun pagamento per i titoli presentati all'incasso, ed è obbligata a procedere a segnalare la cosa alla CAI che, ahimé, non è il Club Alpino Italiano ma la Centrale di Allarme Interbancaria, archivio gestito dalla Banca d'Italia presso il quale si segnalano e vengono raccolti gli utilizzi anomali di assegni bancari e postali e delle carte di pagamento. Le segnalazioni avvengono da parte delle banche, uffici postali, intermediari finanziari, prefetti e l'autorità giudiziaria. E' possibile acccedere liberamente solo ai dati non nominativi (estremi degli assegni e delle carte bloccati, smarriti o rubati). Invece l'accesso ai dati nominativi può essere effettuato solo dalle filiali della Banca d'Italia, dagli enti segnalanti, dai diretti interessati o da persone da essi delegati presso gli enti segnalanti stessi.

Quando si viene iscritti alla CAI la revoca di sistema è automatica.

L'obbligo di iscrizione alla CAI si declina in diverso modo, a seconda che vi sia stata mancanza di autorizzazione o mancanza di provvista. Nel primo caso l'iscrizione del nominativo del traente deve essere effettuata dalla banca trattaria entro e non oltre il ventesimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, senza bisogno di ulteriori formalità. Nel secondo caso il traente può evitare la segnalazione alla CAI con un pagamento tardivo.

Parleremo del pagamento tardivo in un successivo post.

lunedì 29 novembre 2010

L'emissione di assegno senza provvista.

Nell'ambito dell'attività d'impresa, è esperienza frequente quella di rilasciare a pagamento un assegno con "preghiera" di scambiarlo dopo una certa data. In un mondo di agnostici e atei, capita spesso che la preghiera resti inaudita e che il portatore si presenti in banca a scambiarlo, spesso anche con un largo sorriso, o che l'assegno finisca per essere portato all'incasso per un disguido qualunque, innocente quanto grave.

Sia chiaro che l'assegno è sempre pagabile a vista e che rilasciare un assegno con data in bianco o postdatarlo costituisce una forma di evasione dell'imposta di bollo che altrimenti andrebbe apposta alla cambiale, lo strumento vocato a queste forme di pagamento dilazionate. Però nella prassi commerciale accade di rilasciare assegni postdatati, che sono formalmente "irregolari".

Cosa accade nel caso in cui l'assegno presentato per il pagamento entro il termine utile sia senza provvista, cioè non sia coperto perché sul conto mancano le somme necessarie affinché la banca effettui il pagamento?

Beh, innanzitutto si incorre in un illecito amministrativo puntito dalla legge con sanzioni amministrative e con la c.d. "revoca di sistema", ai sensi della L.386/90 (modificata dal D.Lgsl 507/99). Le sanzioni pecuniarie variano da € 516 a € 3.099 e si incrementano nel caso di importo facciale superiore a a € 10.329 o di reiterazione. La stessa inosservanza della sanzioni amministrative può essere punita con la reclusione.

Le suddette sanzioni possono essere evitate con il c.d. "pagamento tardivo", che comunque costituisce un aggravio di costi per l'emittente. Parleremo del pagamento tardivo in un successivo post.

Un'ulteriore conseguenza può essere il protesto, che si ha quando viene accertato con atto pubblico il mancato pagamento dell'assegno e ne viene data pubblicità con la pubblicazione sul bollettino dei protesti. Il risultare protestati non è la cosa più divertente del mondo, perché si hanno une serie di conseguenze nei confronti di finanziatori, fornitori e, a volte, clienti. Approfondiremo il protesto in un successivo post.

Oltre alle sanzioni pecuniarie, in caso di particolare gravità dell'illecito o di importi elevati dell'assegno, il Prefetto può infliggere altre sanzioni che comportano il divieto di emettere altri assegni bancari per un periodo non inferiore a due anni (in casi ancora più gravi si può anche giungere all'interdizione dall'esercizio di attività professionale o imprenditoriale, interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imrepse, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione).

Nel prossimo post vedremo in cosa consiste la c.d. Revoca di Sistema, altra meraviglia amministrativa che non risulta tra le più divertenti.